Salute e Benessere con le Erbe Medicinali

Guide di Medicina, Medicina naturale e Medicina Estetica

Artrosi: i farmaci condroprotettori

image0061 Artrosi: i farmaci condroprotettoridisplasia1 Artrosi: i farmaci condroprotettori

Artrosi: Farmaci Condroprotettori

I farmaci condroprotettori, poichè sono in grado di migliorare il metabolismo della cartilagine (“condro”  infatti vuol dire cartilagine), hanno destato un particolare interesse, specialmente negli ultimi anni; la ricerca scientifica, infatti, è sempre più orientata su farmaci in grado di contrastare l’artrosi nella sua evoluzione e non soltanto ridurne i sintomi. Stimolando la sintesi di alcuni costituenti della cartilagine e fornendo le sostanza base, cioè quelle più importanti, per questa sintesi, i farmaci condroprotettori sono in grado di ritardare di molto la degenerazione del tessuto cartilagineo dell’articolazione colpita. In Italia sono in commercio alcuni farmaci condroprotettori come la glucosamina solfato, il condroitin solfato, la diacerina e gli estratti di avogado e di soia (fitoterapia). Questi prodotti sono ben tollerati dal paziente, ma purtroppo, in questo momento, sono poco efficaci sui sintomi e quindi nelle fasi di dolore acuto devono essere associati ai farmaci tradizionali trattati nei precedenti articoli.

ATTENZIONE: molti lettori mi hanno fatto una domanda importante:   “la ricostruzione della cartilagine può essere svolta dalle “cellule staminali“? . La mia risposta, a questa logica domanda,  è che, ricostruire la cartilagine a partire dalle cellule staminali è già una realtà sicura in medicina, ma il problema, purtroppo, sta nel fatto  che il paziente con artrosi, non ha colpita una sola articolazione, quindi è ancora troppo presto pensare di potere curare l’artrosi con cartilagine coltivata e poi trapiantata.

Il sostegno psicologico ai pazienti

Spesso chi soffre di forme di artrosi invalidanti, tende ad evitare di svolgere le normali attività quotidiane, perchè si sente diverso dagli altri, perchè ha paura che nessuna terapia possa dargli conforto e sollievo ed è quindi rassegnato al dolore. Si chiude in casa, non esce più, evita i contatti con gli altri e nei casi estremi rinuncia anche a lavorare, quindi la vita sociale e di relazione peggiora e di conseguenza anche la la qualità della vita nel suo complesso. A risentirne di questa fase di depressione è anche, se non principalmente, la funzionalità delle articolazioni colpite dall’artrosi; infatti stare del tutto non fa altro cehe aggravare la situazione, in quanto, compatibilmente con la propria condizione, il paziente, senza fare sforzi, ma muovendosi, aiuta a conservare il più possibile la funzionalità articolare. Alla base del pessimismo del paziente, spesso, ci sono convinzioni sbagliate, che derivano dalla scarsa fiducia nelle possibilità di cura della malattia. Quindi un supporto psicologico, ricordiamoci, deve essere garantito non solo al paziente artrosico, ma anche alla sua famiglia; supporto psicologico  da parte di specialisti  nel settore e anche da gruppi di persone, che soffrono della stessa patologia, con cui il soggetto possa parlare e condividerne le esperienze.

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*