Diabete ed alimentazione

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Diabete ed alimentazione

Diabete

Alimentazione

Dolcificanti ed edulcoranti

Come è risaputo, nella prevenzione e cura del diabete, un ruolo di primaria importanza spetta ai dolcificanti e edulcoranti.

I due termini sono sinonimi ed indicano sostanze di origine naturale o sintetica, in grado di conferire un gusto dolce a cibi e bevande.

Sono dei sostituti dello zucchero a basso contenuto calorico, quelli sintetici come per esempio la saccarina e l’aspartame, sono pressoché privi di calorie e per questo motivo vengono utilizzati per dolcificare al posto dello zucchero, non vanno consumati nell’infanzia, durante la gravidanza e nell’allattamento.

A temperature elevate l’aspartame si altera e perde il potere dolcificante, quindi non può essere impiegato in cibi che richiedono cottura.

I dolcificanti naturali si distinguono in mono e disaccaridi, e sono contenuti negli alimenti.

Tra i monosaccaridi ci sono glucosio e fruttosio (lo zucchero della frutta), tra i disaccaridi vi è invece il saccarosio.

Fra i dolcificanti naturali ci sono anche i poli-alcoli (alcol dello zucchero), di cui uno dei più noti e lo xilitolo, impiegato dall’industria dolciaria per la preparazione delle caramelle o delle gomme dietetiche, ed ha anche proprietà di protezione dentale, infatti aiuta a prevenire la carie.

I poli-alcoli possono provocare alcuni fastidi all’intestino come flatulenza e/o diarrea a causa di un possibile effetto lassativo.

La dose massima per evitare questi inconvenienti non è ancora stata definita, ma i produttori sono obbligati ad avvertire il consumatore della loro presenza e dei possibili effetti lassativi, qualora i poli-alcoli superino il 10% della composizione.

Diabete e la dicitura “senza zuccheri aggiunti”

In base al regolamento CE 1924/2006 per poter essere definito un prodotto “senza zucchero”, non deve contenere zuccheri aggiunti in misura superiore allo 0,5%.

Rientrano in questa normativa sia i monosaccaridi, quindi glucosio e fruttosio, sia i disaccaridi, cioè il saccarosio.

Ma ciò che può accadere è che un prodotto definito “sugar-free”o “senza zuccheri aggiunti” sia si privo di zucchero, ma presenta una quantità elevata di fruttosio, come nel caso delle merendine con frutta, che contengono fruttosio, oppure abbia un rapporto calorico elevato per la presenza di grassi quale burro ed oli vegetali, o ancora abbia tracce di maltitolo (un polialcol derivato dal maltosio, che è sconsigliato a chi ha il diabete).

Quindi il soggetto che soffre di diabete,in ultima analisi, deve leggere bene l’etichetta prima di acquistare un prodotto “senza zucchero”, per essere certi che sia davvero light e quindi buono per tenere sotto controllo sia la glicemia sia la  linea.

Da una recente indagine si è visto che non tutti i prodotti che riportano nell’etichetta “senza zuccheri aggiunti”siano veramente “Free”, infatti spesso questi prodotti contengono più carboidrati di quelli normali, in quanto sono fatti con burro, latte intero in polvere ed estratto di malto.

Pertanto anche se la confezione reca la scritta “senza zucchero” questo tipo di prodotto ha tanti altri ingredienti che annullano i vantaggi  rendendolo sconsigliato ai soggetti diabetici.

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