Ipertensione arteriosa: gli esami da effettuare parte 2^

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Esami consigliati

Gli esami clinici che vengono prescritti di routine sono:

  • esame del sangue
  • elettrocardiogramma (E.C.G.)
  • ecocardiogramma
  • esame delle urine
  • radiografia del torace
  • ecodoppler vascolare
  • esame del fondo oculare
  • monitoraggio dinamico della pressione

Esame del sangue: il prelievo del sangue è uno dei primi esami da fare, subito dopo quello della misurazione della pressione; esso fornisce infatti, molte informazioni utili sullo stato di salute generale del soggetto ed anche, in particolare, sul buon funzionamento o meno dei reni e delle ghiandole surrenali.

I valori che vengono presi in considerazione sono:

  • Ematocrito: è la percentuale del volume del sangue occupato dai globuli rossi: valori superiori a quelli di riferimento, che normalmente vanno dal 36 al 52 % per gli uomini e dal 28 al 48 % per le donne, indicano una maggiore densità del sangue.
  • Azotemia: è il contenuto di azoto nel sangue; esso è una sostanza di rifiuto del metabolismo delle proteine. Se la sua concentrazione è superiore ai valori normali che vanno da 10 a 50 milligrammi per decilitro di sangue, può essere un indice importante che ci fa capire che i reni non funzionano bene e non filtrano il sangue come dovrebbero fare.
  • Uricemia: è la presenza di acido urico nel sangue; anche questo è una sostanza di scarto del metabolismo e, anche in questo caso, se è presente in eccesso, può indicare un cattivo funzionamento dei reni. I valori di riferimento vanno da 3,7 a 7 milligrammi per decilitro di sangue negli uomini e da 2,4 a 5,7 milligrammi per le donne.
  • Creatininemia:è il tasso di creatinina nel sangue. I valori di riferimento vanno da 0,6 a 1,2 milligrammi per decilitro di sangue, se sono superiori, significa anche in questo caso che ci può essere un cattivo funzionamento renale.
  • Emoglobina: è la proteina che trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti ed organi ed è presente nei globuli rossi. Se essa è presente in concentrazione inferiore ai valori di riferimento che vanno da 13,3 a 17,9 grammi per decilitro di sangue per l’uomo e da 11,8 a 16,9 grammi per decilitro di sangue per la donna, allora si parla di anemia.
  • Colesterolo: bisogna misurare i livelli del colesterolo totale, dell’HDL o colesterolo buono, che agisce come uno spazzino, ripulendo le arterie e impedendo quindi che si formino dei depositi di grasso che porterebbero alla formazione delle placche ateromasiche, e dell’ LDL o colestrolo cattivo, cioè quello che tende invece a formare le placche ateromasiche sulle pareti delle arterie. I valori del colesterolo totale non dovrebbero mai superare i 200 milligrammi per decilitro di sangue, quelli del colesterolo LDL non dovrebbero superare nelle persone sane  i 130 milligrammi per decilitro di sangue, mentre i valori del colesterolo HDL più alti sono e il rischio di andare incontro a problemi cardiocircolatori diminuisce.
  • Trigliceridi: bisogna misurare anche i vivelli dei trigliceridi nel sangue in quanto se il loro valore supera i 280 milligrammi per decilitro di sangue, rappresenta un alto fattore di rischio per l’istaurarsi di patologie a carico del cuore e dei vasi.


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