Ipertensione arteriosa: i farmaci utili parte 2^

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Farmaci antipertensivi

Altri farmaci utili per l’ipertensione arteriosa sono:

  • Calcio Antagonosti: sono farmaci efficaci, ma non sempre ben tollerati ed agiscono dul metabolismo intracellulare del calcio; questi farmaci infatti bloccano l’ingresso del calcio nelle cellule muscolari, che si trovano nelle pareti muscolari delle arterie, favorendo la dilatazione dei vasi stessi e facilitando così il passaggio del sangue; I calcio antagonisti sono controindicati a quei soggetti che presentano uno scompemso cardiaco. Tra i possibili effetti collaterali i pazienti potrebbero riferire mal di testa, vampate di calore, gonfiori agli arti inferiori, tachicardia, impotenza, stitichezza, disturbi epatici e gastrointestinali.
  • ACE-inibitori: per capire l’azione di questi farmaci è obbligo fare riferimento ad un pò di fisiologia del rene. La renina, un enzima che è prodotto dai reni, agisce su una particolare proteina presente nel sangue, l’angiotensinogeno, che viene trasformato in angiotensina 1. A questo punto interviene un altro enzima detto ACE che trasforma l’angiotensina 1 in Angiotensina 2, che in una persona sana, aiuta a mantenere i livelli della pressione nella norma, mentre nei soggetti ipertesi, causa un restringimento dei vasi sanguigni: gli ACE-inibitori agiscono proprio sull’enzima ACE, impedendogli quindi di portare a termine la trasformazione di angiotensina1 a angiotensina 2, e così facendo favoriscono la dilatazione delle arterie. Questi farmaci sono controindicati nei soggetti con insufficienza renale o per le donne in gravidanza. Tra gli effetti collaterali i pazienti che li assumono possono andare incontro ad insufficienza renale acuta, tosse secca, eruzioni cutanee ed impotenza.
  • Antagonisti recettoriali dell’angiotensina 2 o Sartani: sono tra gli ultimi farmaci introdotti nella terapia per il trattamento dell’ipertensione; essi hanno un meccanismo di azione simile a quello degli ACE-inibitori, ma a differenza di questi, agiscono bloccando l’angiotensina 2 quando già si è formata rendendola inattiva. I Sartani sono più tollerati, rispetto agli ACE-inibitori, infatti non dannoo la fastidiosa tosse secca, e ne  rappresentano pertanto una valida alternativa.

Spesso per curare l’ipertensione, un solo farmaco non basta, ma servono, come è stato già detto, diversi farmaci contemporaneamente; esistono pertanto delle compresse, che al loro interno contengono diversi principi attivi, ed i vantaggi di questo “mix” sono per prima cosa perchè per il paziente è più semplice curare l’ipertensione non dovendo assumere molte pillole, e tra l’altro questi farmaci complessi, possono essere presi dal paziente con meno effetti collaterali.

Un aiuto dallo YOGA

I benefici derivanti dallo yoga per alcune malattie cardiovascolari come l’ipertesione, sono ormai riconosciuti da oltre un decennio  anche dalla medicina convenzionale. Infatti gli esercizi di respirazione rinforzano i muscoli dell’apparato respiratorio, contribuiscono a rilasciare le tensioni e lo stress, fattori che, come abbiamo già visto, possono portare sicuramente ad un aumento della pressione . Inoltre imparare a respirare più profondamente ed in modo regolare facilita il rallentamento dei battiti del cuore. Altri esercizi, come quelli dello stretching, invece, agiscono sulle principali arterie del corpo, allungandole e contribuendo a mantenerle più elastiche, permettendo così al sangue di fluire in modo più regolare. Lo stretching, con i suoi movimenti lenti e controllati, che richiedono uno sforzo protatto nel tempo, ma di bassa entità, favorisce la circolazione del sangue e svolge così un’azione preventiva nei confronti di problemi di natura cardiovascolare. Quindi diciamo per concludere, che lo Yoga è adatto a tutte le età e che non richiede una particolare preparzione fisica.


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