Ipertensione arteriosa: le arterie intasate

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Placca Ateromasica

Aterosclerosi

E’ utile fare diagnosi di ipertensione arteriosa il più tempestivamente possibile, misurando periodicamente la pressione arteriosa; in questo modo si può studiare la terapia appropriata e si evitano complicazioni e danni più o meno gravi all’organismo.

Sono proprio le arterie, che trasportano il sangue nell’organismo dal cuore alla periferia, che subiscono i primi danni. Infatti se la pressione sanguigna è troppo elevata, le arterie iniziano a perdere la loro elasticità e si induriscono provocando piccole lesioni che portano all’infiltrazione e alla deposizione di colesterolo nella parete, cioè si inizia a realizzare un quadro patologico che è chiamato: Aterosclerosi

L’aterosclerosi è una malattia degenerativa che preoccupa molto i medici, essa infatti è spesso causa di patologie molto gravi come l‘angina pectoris, l’infarto del miocardio e l’ictus; quindi l’aterosclerosi consiste nella formazione di placche di grasso sulle pareti delle arterie. Queste placche a sua volta, vanno incontro ad una lenta evoluzione, chè può anche durare degli anni e che si manifesta soprattutto tra i 40 e i 60 anni. Inizialmente le placche ateromasiche sono costituite soltanto da lipidi, tra cui il colesterolo, poi diventano sempre più grandi, in quanto sulla placca arrivono anche i fibroblasti, che sono delle cellule di tessuto connettivo, che determinano una produzione di tessuto fibroso che incapsula la placca, provocando un ispessimento della parete del vaso con un conseguente restringimento del lume dell’arteria, fino, purtroppo, ad arrivare alla sua occlusione, che può anche essere provocata dalla deposizione delle piastrine sulla placca ateromasica con conseguente formazione di trombi (trombosi), che staccandosi dalle placche dei vasi più grandi vanno ad occludere quelli più piccoli, provocando un arresto locale della circolazione.

Quando si blocca un’arteria, il sangue non circola più e i tessuti circostanti non ricevono più sangue in quantità suffficiente, rischiando quindi di andare in necrosi (morte cellulare). Se l’occlusione avviene in un’arteria di un braccio o di una gamba, si va incontro alla perdita dell’arto che è stato colpito, ma se l’occlusione si ha a livello delle arterie coronarie o delle arterie del cervello, i danni sono molro più seri e devastanti ed  il soggetto può andare incontro ad infarto del miocardio o ad ictus che possono portare a morte un soggetto.

Ci sono anche dei casi in cui la placca ateromasica si forma a causa di un’infiammazione della parete dell’arteria che in questo caso spesso si lacera, sanguina e determina un rapido ingrossamento della placca, che va ad ostruire completamente il vaso sanguigno. oppure anche in questo caso può avvenire che si stacca una porzione del sangue coagulato, che viene trasportata dal sangue lungo le arterie, finchè non trova un vaso di dimensioni più piccole e lo occlude.

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