La colite: i cibi e le erbe medicinali

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La Colite: I semi di Psillio

I cibi che curano

Secondo un’attenta analisi riportata dal “Journal of the American Dietetic Association” , nessun cibo è proibito per i pazienti che soffrono di colite, in quanto gli effetti degli alimenti è prettamente individuale. I broccoli per esempio, da sempre sconsigliati ai soggetti che colitici, contengono isotiocianato, una sostanza che è capace di attivare particolari geni che bloccano lo sviluppo dei tumori del colon; inoltre in questi ortaggi sono presenti altre sostanze antinfiammatorie e protettive che rigenerano l’intestino. Per potere usufruire quindi delle sostanze attive dei broccoli, basta mangiare una piccola porzione di broccoli due o tre volte la settimana, naturalmente, dopo che il vostro medico abbia valutato, insieme a voi, la reazione individuale.

Erbe, piante medicinali e oli essenziali

  • Ginseng: è una pianta che stimola la resistenza al freddo ed è anche un ottimo rimedio antistress; in autunno infatti, a causa del cambiamento di stagione, lo stress aumenta e l’impiego della tintura madre della radice di ginseng, oppure il suo infuso può senz’altro dare degli ottimi risultati. Assumere 30 gocce di Tintura Madre (T.M.) di ginseng ai primi segni di stress o di insofferenza e di nervosismo o di freddo, procedere con 30 gocce per due o tre volte al giorno facendo cicli di due settimane per tutti i tre mesi dell’autunno. Per preparare l’infuso utilizzare le radici di ginseng taglio tisana e non in polvere, mettere due cucchiaini in una tazza da tè in cui ci sia dell’acqua bollente, lasciare in infusione per 10-15 minuti a recipiente coperto, quindi filtrare bene con colino e bere tiepido, meglio se non dolcificato.
  • Semi di Psillio: la principale caratteristica dei semi di psillio è dovuta al rivestimento mucillaginoso che li ricopre e che, a contatto con l’acqua, si espende fino ad aumentare di venticinque volte il proprio peso. Questa proprietà conferisce ai semi di psillio un’azione regolatrice intestinale, ed infatti essi possono essere usati sia contro la stipsi, assunti con molta acqua, sia contro la diarrea, perchè assorbono il liquido che è presente in abbondanza all’interno dell’intestino, aumentando la viscosità delle feci e quindi anche la loro consistenza. Assumere uno o due cucchiaini da tè a stomaco vuoto, la mattina, seguiti da abbondante acqua e continuare a bere anche durante il giorno. I semi di psillio sono perfettamente tollerati, se usati in modo corretto, essi si rigonfiano solo dopo che hanno attraversato lo stomaco ed il tratto iniziale dell’intestino, per cui non causano fermetazioni o gonfiori.


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