Le patologie del cuore: Gli esami strumentali

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Le patologie del cuore: Gli esami strumentali

Cuore

Gli esami strumentali

Dolori al petto, capogiri, perdita di coscienza e palpitazioni, sono tutti disturbi di categorie diverse ma caratterizzati da un’unica causa, cioè un cuore affaticato e incapace di funzionare correttamente.

Quali sono allora, di esami che possono far scoprire se si soffre di cuore? In un contesto clinico, sono numerosi testi strumentali che permettono di valutare con un buon margine di esattezza le condizioni di salute del muscolo cardiaco e delle coronarie.

  • Angiografia cardiaca: è un esame che ha lo scopo di valutare forma e struttura interna del cuore e dei grossi vasi sanguignicollegati al muscolo, ovvero aorta ed arteria polmonare. Il macchinario impiegato dall’esame presenta 2 vantaggi:
  1. fornisce un’immediata lettura della struttura cardiaca
  2. permette al medico di fotografare e di registrare le immagini che si ottengono consentendo di visionarle in un secondo  tempo

Per effettuare la angiografia cardiaca è necessario raggiungere il cuore con un mezzo di contrasto opaco, introdotto mediante una cannula sottile e flessibile, inserite in un vaso sanguigno del braccio o della gamba.

Il mezzo di contrasto permette di visualizzare il cuore e le principali arterie ad esso collegate. Per ridurre dolore o stress inutile, il medico applica al paziente una dose di anestetico o sotto forma di gel oppure sotto forma di spray, nel punto in cui verrà applicato il catetere.

La angiografia viene prescritta quando è utile ottenere informazioni precise su eventuali restringimenti o dilatazioni delle valvole cardiache, oltre che sulle condizioni dei vasi sanguigni principali.

In seconda battuta, lo stesso esame, viene impiegato anche per completare il quadro clinico fornito dalle ecocardiografia

  • Coronarografia: è l’esame che permette di visualizzare e di fotografare, attraverso mezzo di contrasto, le coronarie, ovvero le 2 principali arterie che trasporta nel sangue e il nutrimento al muscolo cardiaco. La coronarografia rappresenta, ancora oggi, l’unico metodo per ottenere un’immagine valida delle coronarie, e l’eventuale presenza di restringimento. Un catetere lungo e sottile viene introdotto e fatto scorrere fino alle coronarie. In questo caso, per l’introduzione della cannula, viene scelta dal medico, l’arteria femorale, situata all’altezza dell’inguine.

Ma vediamo quali sono le fasi dell’esame:

  1. il tecnico radiologo e segue una prima radiografia al cuore. Sul torace del paziente vengono applicati alcuni elettrodi, collegati ad un registratore che controlla l’attività del cuore.
  2. Dopo questa fase preparatoria, il medico, procede con l’introduzione del catetere, spingendolo verso le coronarie e seguendo il suo cammino sul monitor. In coincidenza con il punto stabilito, il medico introduce il livello di contrasto e scatta una serie di radiografie.
  3. Una volta terminato il test, il medico ridire catetere fino a toglierlo ed effetto una medicazione sul foro prodotto dalla cannula sulla pelle.

La coronarografia è un esame prescritto dal medico allo scopo di valutare le condizioni delle coronarie.

Viene consigliato come prassi in seguito ad un infarto cardiaco, oppure nel caso in cui si ipotizzi l’eventualità di un by-pass. In genere, per effettuare la coronarografia, bisogna ricoverarsi in ospedale per almeno 24 o 48 ore

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